Itinerario naturalistico: Gardu

Ponte di GarduPonte di Gardu

La località di Gardu è situata a una distanza di circa 5 km in linea d’aria dalla fascia costiera e a una altezza di circa 70 m slm. Il percorso per raggiungere Gardu presenta tutte le caratteristiche morfologiche dell’ambiente collinare e precollinare , in cui prevale la macchia mediterranea.

Flora e morfologia del terreno variano con l’altitudine, mentre la presenza dell’acqua influisce sulla varietà della vegetazione. I terreni più fertili delle zone pianeggianti sono ricoperti da uliveti secolari, agrumeti, alberi da frutto, fichi d’india. Lungo le antiche mulattiere che portano verso l’interno il cammino viene invece accompagnato dalle piante selvatiche: felci, canne, rovi, lecci, oleandri, lavanda, more, mentre a Gardu prevale il leccio. Per gli impervi sentieri si muovono anche animali che solitamente non coabitano con l’uomo: all’esperto, infatti, non sfuggono i segni del passaggio del cinghiale, solito bagnarsi nel fango. Qui abita anche la volpe, il tasso e il riccio, e non è raro scorgere nel cielo il falco.

Per arrivare a Gardu

marottaMarotta

-Lasciare la strada provinciale che conduce dal litorale a Pietrapaola in località Marotta, girando a destra e salendo. Sulla vostra destra si trova la montagna a punta Vignite, e una piccola casa colonica.

-Salire fino a cozzo Renne. Sulla vostra sinistra, sul sentiero, un piccolo fabbricato e un albero d’olivo vi indicano il punto in cui potete lasciare la macchina. Sullo sfondo, tra le montagne, è visibile Pietrapaola

strada sterrataGiardino di Nicoletta– Continuare a piedi scendendo per il sentiero che comincia lì, subito dopo l’olivo. Il sentiero è perlopiù in discesa

– Una vecchia casa colonica, un pino e un pioppo vi indicano che siete a località giardino di Nicoletta. Il sentiero va prima verso il fondovalle e poi risale

panoramaPanorama

-Dopo l’ultima salita, arrivati a S. Caterina, potete godere di un doppio panorama: sulla vostra sinistra la vallata dominata dal monte Vignite, e sulla vostra destra la gola di Gardu, con le acque dell’omonimo corso d’acqua (iumara e Gardu)

– Scendere, seguendo la mulattiera, che conduce direttamente al ponte di Gardu. La via è lastricata in pietra a gradoni, con muretto laterale. Il ponte, anch’esso in pietra, è oggi ancora agibile. Da qui, il sentiero porta fino a Pietrapaola.

Una nonna di Pietrapaola racconta…
Una notte, tanto tempo fa, questa signora ebbe un sogno in cui qualcuno le disse di andare a Gardu insieme a un’amica e di  scavare lì, vicino al ponte, sotto una pietra. Avrebbe trovato così un tesoro. Ma la signora fu avvertita: attenzione ai due cavalieri che sarebbero passati, e, soprattutto, a tesoro trovato, una delle due donne sarebbe morta. La signora fece come le fu detto di fare. Chiamò l’amica e le raccontò una parte del sogno, quindi le due donne andarono a Gardu e cominciarono a scavare al buio. Ma ecco che si avvicinarono i cavalieri e le amiche, impaurite, si nascosero. A questo punto, la donna capì che il sogno era veritiero e che una delle due sarebbe morta. Rinunciò al tesoro per la vita.
Altri, dopo di lei, provarono a cercarlo: una buca vicino al ponte è il segno lasciato dai cercatori d’oro.

È comu a vie e Gardu
A Pietrapaola questa è una espressione comune per dire che qualcosa è “storto”, “ricurvo”.