E’ quasi tempo di vendemmia…

Quando ci rechiamo a cena al ristorante il cameriere è solito porgerci la carta dei vini, la maneggia con attenzione come fosse di cristallo sottile e si aspetta che altrettanto amabilmente ne scorriamo il contenuto per scegliere la bottiglia adatta alle pietanze. Ma prima di arrivare sulle nostre tavole apparecchiate, racchiuso in una bottiglia elegante e dall’etichetta patinata…che giro fa quella bevanda chiara o scura, intensa o frizzantina?

 

Vendemmiare non è un procedimento semplice e forse oggi è raro potervi partecipare. Non proprio a Pietrapaola, dove quella del vino è una tradizione che ancora emana un aroma intenso per le vigne e per le case del paese.

Qui la vendemmia è un appuntamento importante, attesissimo e a cui dedicarsi con estremo rispetto dei tempi e delle fasi di lavoro.

 

cummari Rosa

Le donne anziane, di quelle con il fazzoletto ben annodato in testa, ampie gonne lunghe nere che fasciano vita e fianchi fino al ginocchio, si armano di coltelli e catini quando arriva il periodo della raccolta dell’uva. I bambini sono giustificati dalle loro assenze a scuola, si svegliano presto al mattino e tra un chicco rubato, inghiottito di nascosto, e un grappolo infilato nei secchi delle nonne, fanno festa con le loro famiglie.

 

Il momento della raccolta dell’uva è uno dei più divertenti, fragorose risate echeggiano nella vigna, scambi di battute in dialetto si spezzano insieme ai grappoli sotto la lama dei coltelli, schiene chine alla ricerca di chicchi succosi si flettono con maestria, tutto si incrocia insieme alle viti fino a quando le maglie diventano madide di sudore per il duro lavoro svolto.

Un tempo l’uva raccolta veniva pigiata con i piedi, le donne amavano quel solletico sotto i talloni e i chicchi dispettosi tra le dita, gli schizzi e le danze tradizionali piene di giravolte e saltelli.

 

Oggi è un po’ meno romantico, questo lavoro viene portato a termine ormai dalla pigiatrice elettrica che divide l’uva dai raspi. Il mosto si lascia fermentare per qualche giorno mescolato alle bucce dell’uva, poi viene ripulito e trasportato nella cantina per essere depositato nelle botti in attesa che diventi il tanto amato vino.


Oggi quasi nessuno ne produce quantità utili alla vendita, è più che altro la soddisfazione personale di vedere il proprio lavoro imbottigliato e gustarlo insieme alla propria famiglia o ai propri amici.

Spesso, scherzosamente, gli uomini fanno a gara per affermare il proprio prodotto su quello del vicino. Perchè anche se le vigne sono divise da un fascio di viti, guai a non notare la differenza di gusto e di colore! Ogni fase di lavoro, infatti, personalizza il prodotto finale.

 

L’estate volge verso la fine solo adesso qui a Pietrapaola, ed è quasi tempo di vendemmia. Per le strade, in paese, davanti alle cantine si vedono già le botti tradizionali di legno di castagno che, dopo un periodo di riposo, hanno bisogno di essere accuratamente lavate per poter accogliere nuovamente il mosto.

 

C’e’ un vecchio detto, noto a tutti, che esprime la convinzione che “nelle botti piccole” ci sia il vino buono, un vino esaltato dall’aroma della tradizione. E se siamo tutti d’accordo sulla saggezza dei nostri avi…i pietropalesi possono dormire sonni tranquilli, in attesa di accompagnare i loro abbondanti e prelibati pasti con vino rigorosamente della casa.